Luca Aquino
“La musica è divertimento, bisogna osare e innamorarsi dei propri limiti”
Dopo il successo di "Riverberi d'autore", il festival da lui diretto, sta per uscire il suo ultimo lavoro "Icaro Solo" registrato in solo tromba ed elettronica nella ex chiesa di Sant'Agostino a Benevento
Il ritmo del jazz incalza nella sua mente. Continuamente. È una piacevole dipendenza, impossibile liberarsene. Non che ci sia tale volontà. Sarebbe una perdita per la musica nazionale, e non solo. Lo testimoniano i suoi capolavori, lo confermano i numerosi premi che Luca Aquino ha collezionato in questi anni con l'umiltà di chi sa che c'è ancora tanta strada davanti a sè. Non si è montato la testa il trombettista sannita, reduce dall'ultimo successo che prende il nome di "Riverberi d'autore". La kermesse, da lui ideata e curata, ha raccolto conferme in ogni dove della cittadina sannita. Il timido timore di vedere le sedie in platea semivuote è stato inevitabilmente sconfitto dai fragorosi applausi degli spettatori. "Sono soddisfatto di come si è svolta la manifestazione perchè siamo riusciti a raggiungere l'obiettivo prefissato - esordisce Luca Aquino -. Il popolo sannita ha risposto presente alla nuova iniziativa. Sin dall'inizio la mia idea era quella di coinvolgere musicisti internazionali di nicchia, di avanguardia, non certamente il Mario Biondi della situazione, per cui ero preoccupato del riscontro sul territorio e invece c'è stata una grande affluenza, tant'è che tutti gli artisti sono rimasti soddisfatti ed hanno apprezzato oltremodo la nostra città". Ecco perchè si guarda già avanti… "Ovviamente non è finita, nel senso che ora bisognerà onorare gli impegni presi in modo da tracciare un bilancio anche in vista del futuro". Il folto programma del festival ha aperto un capitolo dedicato ai giovani, in particolare gli studenti del Liceo Artistico di Benevento con i quali Luca ha dato vita ad un perfomance all'insegna della pittura e della musica, un connubio unto di fascino. "E' stata un'esperienza magnifica, è bello lavorare con i più giovani perchè genuini, freschi, ma soprattutto vincenti. Credo sia fondamentale puntare su di loro". Ha i piedi ben saldi a terra il musicista sannita, consapevole di avere anche lui dei limiti e che solo amandoli è possibile trasformare qualsiasi tipo di arte in divertimento. È il consiglio che il trombettista sannita sente di elargire alle nuove generazioni. "A prescindere dal tipo di passione, bisogna sempre seguire i propri sogni e non avere paura di sbagliare. Anzi. Occorre accettare i propri errori, riconoscerli ed innamorarsene". Le difficoltà esistono, sono frequenti sul cammino di ogni talento, ma con la forza di volontà si puó superare ogni barriera, anche in una piccola realtà come quella beneventana. "Non è stato facile intraprendere questo percorso, ma alla fine è venuto da sè. Io ho cominciato a suonare in tarda età, avevo 19 anni, e in un certo qualmodo devo questa mia passione a mio zio che è sassofonista. Il segreto è osare, non avere paura di varcare i confini del proprio territorio, ma viaggiare tanto". Solo così si arriva lontano… "Personalmente ero già abituato a stare fuori casa, ho studiato a Napoli e poi mi sono laureato in Economia e Commercio". Numeri e musica? "Pur laureandomi, ho deciso di seguire la vita del musicista e devo ammettere che mi è andata bene, sono stato a dir poco fortunato e speriamo continui così…". Beh, le premesse ci sono tutte: quattro cd collezionati e addirittura nel 2009 vincitore del Top Jazz Award nella categoria ‘Miglior nuovo talento'. "Finora posso ritenermi soddisfatto. Ho ottenuto tante soddisfazioni anche se sono legato soprattutto al mio primo lavoro "Sopra le Nuvole" e al riconoscimento del Top Jazz Award". Ma non finisce qui… Dietro l'angolo ci sono tanti altri progetti degni di nota. "Sta per uscire il mio ultimo disco "Icaro Solo" registrato in solo tromba ed elettronica nella ex chiesa di Sant'Agostino a Benevento. Poi ho tante collaborazioni in atto. Soprattutto nei paesi Balcanici. In quei posti mi rispecchio tantissimo perchè ricchi di musicisti bravi che non amano fare le star, ma che suonano per il puro piacere di farlo, a differenza di tanti artisti italiani la cui più grande preoccupazione quando partecipano ai festival è quella di chiedere a che ora si cena o di farsi accompagnare direttamente in albergo dimenticando il vero divertimento". Non è questa la musica… Parola di Luca Aquino.
LucaAquino
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